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mercoledì 29 gennaio 2014
"Critica all economia politica"
Primo seminario di formazione politica promosso dal circolo G.K.Zhukov del Partito della Rifondazione Comunista, inerente all'opera di Karl Marx "La critica dell'economia politica", con la partecipazione del professor Ernesto Screpanti (docente di Economia Politica alla facoltà di Scienze Politiche dellUniversità di Siena).
mercoledì 8 gennaio 2014
VALDELSA SEMPRE PIU’ IN CRISI
La
"ripresa" del 2014 tanto decantata dal governo inizia con un altro
duro colpo per l’occupazione in Valdelsa: alla RIMOR viene ufficializzato ciò
che era da tempo nell’aria, cioè il licenziamento di ben 80 lavoratori.
Ancora una
volta in una realtà produttiva del nostro territorio, prevale la logica
distruttiva del frazionamento della produzione, del “ridurre i costi” senza
prospettive future, dello
“scaricabarile” delle perdite, fra segmenti della stessa filiera produttiva e
sui dipendenti.
martedì 7 gennaio 2014
Comunicato stampa Forum Toscano dei movimenti per l'acqua
Acqua, depositato ricorso al Tar della Toscana
Contro la restituzione truffa dei profitti illegittimi a favore dei soci privati
Il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua ha deciso di fare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, a tutela dei cittadini, contro la restituzione-truffa dei profitti illegittimi sull'acqua. Il ricorso è stato presentato oggi, martedì 7 gennaio, dall’avvocato Sandro Ponziani ed è stato sottoscritto oltre che dal Forum stesso, dal Comitato Acqua Pubblica di Arezzo e da cittadini di tutti gli ex ATO toscani, valido quindi per tutte le gestioni della regione ovvero Acque Spa, Acquedotto Fiora Spa, Asa Spa, Gaia Spa, Nuove acque Spa e Publiacqua Spa. L'auspicio che la politica e amministrazioni locali decidano finalmente di fare la loro parte, nel rispetto e a sostegno del bene comune e non si facciano superare ancora una volta dalla magistratura nella tutela dei diritti dei cittadini.
Il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua ha deciso di fare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, a tutela dei cittadini, contro la restituzione-truffa dei profitti illegittimi sull'acqua. Il ricorso è stato presentato oggi, martedì 7 gennaio, dall’avvocato Sandro Ponziani ed è stato sottoscritto oltre che dal Forum stesso, dal Comitato Acqua Pubblica di Arezzo e da cittadini di tutti gli ex ATO toscani, valido quindi per tutte le gestioni della regione ovvero Acque Spa, Acquedotto Fiora Spa, Asa Spa, Gaia Spa, Nuove acque Spa e Publiacqua Spa. L'auspicio che la politica e amministrazioni locali decidano finalmente di fare la loro parte, nel rispetto e a sostegno del bene comune e non si facciano superare ancora una volta dalla magistratura nella tutela dei diritti dei cittadini.
martedì 3 dicembre 2013
Berlusconi decade, le sue politiche rimangono
Abbiamo davanti due scelte
- continuare a credere alla favola che la crisi passerà, intravedendo un cambiamento in un personaggio come Renzi, che sostanzialmente continuerà sul solco tracciato da Berlusconi. La crisi non passerà, anzi aumenterà, se a cambiare non è il modello di sviluppo.
- dare veramente un indirizzo politico diverso, a partire dall'annullamento della controriforma Fornero, dal ripristino dell'articolo 18,dalla revisione dei trattati internazionali che impongono all'Italia manovre economiche durissime, dal garantire a tutti una casa e un lavoro andando a prendere i soldi laddove ci sono, e cioè nelle tasche di quel 10% di ricchi che detiene il 50% dei capitali, e nazionalizzando settori strategici della produzione e della finanza, in modo da poter rilanciare l'economia italiana su basi completamente nuove!
mercoledì 6 marzo 2013
Analisi del voto
Il voto del 24/25 febbraio introduce significative novità nello scenario politico. Novità interessanti e pericolose al contempo che devono farci capire che un modo di far politica è definitivamente tramontato e certe tattiche (per la verità obsolete da anni), ormai sono addirittura suicide.
1) Dopo 20 anni ha iniziato a cedere la farsa bipolare. Per 2 decenni molti elettori hanno alternato il proprio voto fra centrodestra e centrosinistra, lamentandosi delle sempre nuove mazzate, che facevano dimenticare quelle del quinquennio precedente. Così proseguivano le stesse politiche liberiste. Oggi l'alternanza non c'è stata, e molti elettori hanno inequivocabilmente condannato i 2 "poli" come corresponsabili della stessa ricetta e della stessa situazione. Questa è senza dubbio una novità interessante, da tenere sempre in mente nelle nostre future scelte politiche.
2) Il dissenso tuttavia non si è tradotto per nulla in consenso alle forze che da sempre contrastano le politiche liberiste. E qui sta il pericolo. Il dissenso e la protesta sono state incanalate in una "mobilitazione reazionaria di massa" , fondata sul trasversalismo e l'interclassismo, che distoglie l'attenzione dai problemi veri ((banche, finanza, modo di produzione...)) e indirizza la rabbia popolare contro i "luoghi della mediazione e della rappresentanza democratica". Così il partito-azienda di Casaleggio lancia l'attacco a partiti, sindacati, rappresentanti eletti, ed in generale alle (poche) associazioni di cittadini ancora organizzate. Il movimento 5 stelle si inventa una "democrazia fluida" tutta giocata nel mondo virtuale della rete, mentre sui luoghi di lavoro del mondo reale, si teorizza il "contratto individuale" (al posto di quello collettivo) e "sindacati aziendali" (dopo lo scioglimento degli apparati e delle strutture confederali).
3) Le forze di sinistra ((sia la sinistra "addomesticata" vendoliana, che la sinistra alternativa raggruppata nella lista Rivoluzione Civile)) scendono ai minimi termini e risultano del tutto inadeguate ad intercettare il consenso popolare. I partiti della sinistra vengono visti non come la soluzione, ma come parte del problema, anzi della "casta". Sono abbandonati anche dalle realtà sindacali, politiche, e di movimento più radicali, che ((come gli Arditi nel '19)) cadono preda delle sirene eversive della classe dominante ((ormai solo dominante, in quanto non ha più alcun progetto di rilancio del paese)) e contribuiscono masochisticamente a distruggere quel poco che resta del compromesso democratico, mandando tutti i politici "affanculo" ((odierna versione del "me ne frego")).
4) Questa scomparsa della sinistra non è tuttavia uno scherzo del destino. Per due decenni infatti le forze della sinistra hanno continuato a ripetere che "un altro mondo è possibile" e che si potevano fare politiche diverse, salvo poi accodarsi nella maggior parte dei casi alle scelte dei soggetti politici più grandi e conquistare poco o niente per le fasce sociali di riferimento. Ciò ha sempre deluso le componenti più radicali, senza mai acquisire consensi più moderati. La complicità col primo governo Prodi ha dato il primo colpo serio al PRC. La reiterazione del crimine, un decennio dopo, ha prodotto il tracollo. Le successive improbabili aggregazioni che nelle intenzioni dei gruppi dirigenti della sinistra avrebbero dovuto sommare le forze di realtà assolutamente diverse, hanno completato il lavoro.
5) Tutti questi errori tattici traggono origine da un profondo errore strategico. Il nostro partito, come tutta la sinistra, ha preteso di proseguire sulla stessa via della conquista graduale di diritti e reddito (con le lotte dal basso e con la mediazione politica dall'alto), che era stata inaugurata dal "Migliore" ed aveva dato ottimi frutti negli anni '60 e '70. Ma quel periodo di conquiste era avvenuto durante il ciclo espansivo dell'economia keynesiana, in cui, non soltanto una parziale redistribuzione della ricchezza era compatibile con buoni margini di valorizzazione dei capitali, ma anzi, l'espansione dei consumi della popolazione, e quindi del mercato interno, era il volano della valorizzazione.Ma oggi in Occidente il contesto è diversissimo. Il margine di profitto in molti settori avanzati, è praticamente nullo, i tempi di rientro dagli investimenti sono lunghissimi, e come se non bastasse i mercati dell'auto e degli elettrodomestici (che avevano trainato l'economia del boom) sono da tempo ridotti a mercati "di ricambio". Le politiche liberiste perseguite ininterrottamente da decenni, non sono state uno scherzo della storia, ma la risposta necessaria ((dal punto di vista dei capitalisti)) alla sovrapproduzione di capitali ed al crollo dei margini di profitto nei principali settori avanzati. La crisi dei consumi e la sovrapproduzione di merci che oggi sono sotto gli occhi di tutti, non costituiscono il "fallimento" del liberismo (come continuano a ripetere i socialdemocratici). Non sono conseguenze impreviste come nel 1929. Al contrario sono EFFETTI CALCOLATI di politiche che scientemente puntavano a rialzare il margine di profitto, abbattendo il costo del lavoro. Perchè l'unica strategia dei capitalisti ormai non era più "incrementare la torta", ma strapparsi fette sempre maggiori della stessa torta sui mercati globali.La decrescita del mercato interno, e l'impoverimento di massa sono stati VOLUTI dalla classe dominante e dalle forze politiche che l'hanno rappresentata in questi anni. O detta in altri termini, chiunque si è trovato a governare ((senza avere un modo di produzione alternativo)) si è trovato schiacciato fra "picchiare sempre più duro sui lavoratori" e "far fuggire i capitali altrove". Naturalmente ((affidandosi solo al capitalismo ed all'investimento privato)) hanno sempre scelto la prima opzione.Le forze comuniste e di sinistra hanno preteso di continuare a cercare alleanze con le forze capitaliste più avanzate, come se il compromesso dell'era keynesiana fosse ancora possibile, ed hanno ottenuto soltanto sconfitte o accordi oscillanti fra il "deludente" ed il "catastrofico". E va sottolineato che nel perdurare dell'arretramento non perde credibilità chi sostiene certe scelte inevitabili; perde credibilità chi sostiene che si sarebbe potuto fare diversamente.
6) Ne consegue che soltanto un "modo di produzione" alternativo, una produzione non più basata sulla valorizzazione del capitale, può far uscire la Politica dal "vicolo cieco del liberismo e della crisi". Non sono più pensabili compromessi o accordicchi con forze collocate nella sola logica dell'economia di mercato. In pratica niente più "governi Prodi" o generiche "sinistre" . Da una parte le forze capitaliste, dall'altra i Comunisti.
7) Nella situazione italiana attuale, col livello di consenso a cui siamo scesi, non è pensabile tornare ad incidere nell'agenda politica nazionale. Ogni ipotesi di fuga in avanti (o indietro) è velleitaria. Non ci sono formule che a breve possono farci tornare protagonisti fra le masse. Tutto quel che possiamo fare è (come durante il fascismo) tenere in piedi una struttura di quadri più o meno presente in tutta Italia, continuare a fare un minimo di presenza (con iniziative, volantinaggi....) ed attendere gli eventi che stanno maturando fuori dai confini nazionali.
mercoledì 30 gennaio 2013
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